Datazione della gravidanza

Anche se parliamo di “primo mese di gravidanza”, questo in realtà corrisponde alla somma del periodo che va dal primo giorno del ciclo all’ovulazione (in un ciclo regolare di 28 giorni sono circa due settimane) e il vero principio di gravidanza. Le prime due settimane sono quindi il momento in cui l’ovaio porta a maturazione il follicolo che contiene la cellula gametica materna che, unita a quella del padre, darà vita al concepimento. Essendo difficoltoso riuscire a datare con precisione il momento dell’ovulazione si preferisce datare la gravidanza con un momento certo, come il primo giorno dell’ultima mestruazione.

Esistono due modi possibili di datare la gravidanza: utilizzando i mesi lunari di 28 giorni, oppure i mesi di calendario di 30-31 giorni. Per convenzione, i medici ostetrici utilizzano il calcolo in mesi lunari, che risulta essere più preciso. Utilizzando questo calcolo la gravidanza è di 10 mesi lunari, ovvero 40 settimane, 280 giorni. La gravidanza viene considerata a termine dalla 37° alla 42° settimana di gestazione e solo il 3% delle donne partoriscono proprio nel giorno del termine predatato.

Anche se la datazione non può, per forza di cose, essere precisa, avere un’idea dell’epoca della gravidanza permette di valutare alcuni parametri, della mamma e del bambino, che variano durante il periodo di gestazione e che ci danno un’indicazione sulla fisiologia della stessa. Uno dei parametri che vengono valutati è per esempio la crescita fetale, che viene controllata in base a curve statistiche.

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